Menu di navigazione - Torna all'inizio
Contenuto della pagina - Torna all'inizio
![]() | ![]() | |||||||||||||||||||||||||||||||
![]()
Sapete disegnare una mano perfetta?
Alzi la mano chi non ricorda il celebre film del 1964 di Howard Hawks con Rock Hudson,
Lo sport preferito dalluomo
. Quello in cui lattore americano interpreta il ruolo di un esperto di pesca, autore di un celebre manuale e punto di riferimento per moltissimi appassionati del genere.
Tutto questo senza essere in realtà un intenditore vero e proprio di questo sport e, peggio ancora, non aver mai pescato una volta in vita sua. Bene, lesempio si presta bene per illustrare una questione di metodo particolarmente adatta anche al sistema dellarte.
A Mel, che chiede se sia utile essere anche pittori per essere critici darte preparati, rispondo che
sarebbe meglio. O, meglio, non essere artisti, ma conoscere le tecniche. Questo per avere una conoscenza adeguata degli strumenti del mestiere e del loro linguaggio specifico.
Personalmente, quando ho deciso di dedicarmi alla grafica darte, mi sono misurata con i diversi processi, dalla puntasecca allacquaforte alla litografia. Mi sembrava impossibile riconoscere il linguaggio delle diverse incisioni senza averlo sperimentato personalmente.
Questo non significa che io sia un incisore naturalmente. Il talento artistico è unaltra cosa. Qui si tratta semplicemente di studio. Il buon Rock Hudson aveva studiato ogni trucco della pesca perfetta. Cosa che, fra laltro, invertendo i ruoli, varrebbe a mio parere anche per gli artisti stessi. Cui non farebbe male studiare un po di storia della critica, oltre alla storia dellarte stessa. Giusto per avvicinarsi alle correnti di pensiero, alle tendenze, conoscere le vicende di critici che, nelle loro parole, hanno catturato il senso di molte ricerche estetiche. Fondamentali, per esempio, gli scritti di Arcangeli sul naturalismo. O quelli di Testori sulla figura.
Ma lo studio è anche pratica. Quando sollecitavo a confrontarsi con i classici, a copiare i maestri del passato, alludevo a una questione di metodo. E, ancora una volta, di studio e applicazione.
Lezione numero uno: il disegno dal vero. Soggetto consigliato, la propria mano
nulla di più semplice e, allo stesso tempo, complicatissimo. Come suggerisce un manuale illuminante, in bilico fra arte e psicologia, intitolato «Disegnare con la parte destra del cervello» della storica americana Betty Edwards, la mano è il più fertile territorio di studio. Lanatomia nel suo complesso, poi, sarebbe lideale.
So che molti colleghi storcerebbero il naso a tali affermazioni, che nel mondo dellarte contemporanea potrebbero essere considerate degli anacronismi. E, di fatto, ci ritroviamo costantemente faccia a faccia con artisti abilissimi nellassemblare cartelli stradali con le porte dei frigoriferi senza tuttavia saper tenere in mano una matita. Molti studenti dellaccademia tagliano tele al primo anno, dimenticandosi che Fontana lo aveva fatto negli anni Cinquanta dopo ventanni di studio come ceramista. O, peggio, non lo sanno neppure che qualcuno, cinquantanni fa, ha già tagliato le tele con un rasoio. Mancanza di studio, appunto. E anche di pratica.
Recentemente ho visitato lo studio di un artista dedito da anni alla figurazione, capace di disegnare mani grandi come una monovolume, percorse da una quantità di vene inesistenti e con dita a cinque nocche. Nessun artificio espressionista, credetemi. Solo un limite, la scarsa conoscenza dellanatomia e del disegno.
A qualcuno sembrerò ossessiva, ma limprovvisazione ha le gambe corte. Solo avendo una conoscenza di base approfondita dei soggetti ci si può permettere di modificarli, con cognizione di causa.
Bene, a questo punto potreste fare un esperimento: visitate un certo numero di gallerie darte che trattino artisti contemporanei (meglio ancora se giovani) concentrati sulla figurazione nelle sue diverse varianti. Vestendo i panni del critico provate a capire chi di loro abbia una solida formazione di base, chi conosca il mezzo e le regole doro della composizione. Questo vi aiuterà a farvi unidea sul valore delle opere esposte, sulla qualità dei lavori e sul talento stesso degli artisti. Tutto il resto invenzione, novità, provocazione, concetto sono dati addizionali che contribuiscono a caratterizzare lesito di una ricerca, ma non certo a consacrarlo.
Buono studio!
___________________________________________________________________________
| ||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() | ![]() | |||||||||||||||||||||||||||||||
![]() | ![]() | |||
Iscriviti ai feed rss: articoli, videolezioni, interventi degli esperti, news e molto altro ancora per essere sempre aggiornati sul mondo dell'arte! | ||||
![]() | ![]() | |||
![]() | ![]() | |||||||
| ||||||||
![]() | ![]() | |||||||
![]() | ![]() | |||||
| ||||||
![]() | ![]() | |||||















