«Leggere è unarte in via di estinzione diceva lo scrittore spagnolo Carlos Ruiz Zafòn e i libri sono specchi in cui troviamo solo ciò che abbiamo dentro di noi, la lettura coinvolge mente e cuore, due merci sempre più rare»
. E anche due merci indispensabili allartista. Che deve possederle entrambe per dare vita a creazioni fatte di tecnica e contenuto, ragione e sentimento, logica e poesia.
Da qui non si scappa. Sono loro gli ingredienti indispensabili di un buon prodotto estetico. E visto che spetta proprio alla lettura metterle in azione per prima, ecco un bel prontuario di libri darte (e sullarte) che non dovrebbero mancare nella biblioteca di chi bazzica largomento. Nella mia, per esempio, ci sono. Sono i miei testi sacri. Qualcuno avrà, dal canto suo, degni sostituti.
Questo decalogo non ha infatti pretese di completezza, ma credo posso, se non altro, fornire qualche spunto di partenza e qualche buona amicizia da conservare sullo scaffale. E, come nel caso di tutte le amicizie che si rispettino, anche in questa compagnia ci sono presenze più o meno briose, più sagge o più spensierate, più irreprensibili e più scanzonate. Per questo motivo mi sono permessa di proporre un ventaglio variopinto perché ciascuno possa scegliere con chi instaurare una relazione sentimentale intensa.
Non andrò con ordine. Ma per sentimento.
Primo fra tutti viene un amore condiviso da tanti. Quello per le «Lezioni americane» di Italo Calvino, straordinario repertorio di spunti, temi, soggetti, riflessioni, citazioni, valori come dice lui stesso, che non si finisce mai di approfondire per quanto il volume sia agile e leggero. Fra le parole, i racconti, le descrizioni, le proposte di Calvino, si riesce magicamente a trovare una risposta ad ogni domanda e suggerimenti straordinari per avviare riflessioni personali. Da tenere sul comodino come una bibbia del sapere universale.
Accanto a lui, da estrarre invece dal cassetto per addentrarsi nel panorama dellarte e rispolverare ogni volta episodi significativi che hanno segnato la storia dellarte moderna e contemporanea, ponendosi come punti di partenza di ogni rivolgimento, «Le avanguardie artistiche del Novecento» di Mario De Micheli, penna lucidissima della critica del secolo scorso, che come nessuno al mondo è riuscito a condensare in poche pagine le ragioni di una svolta epocale attraverso il racconto delle vite degli artisti che ne furono i mattatori, e con un occhio di riguardo e partecipazione commossa alle vicende private nascoste alle spalle di immagini diventate icone della società di primo Novecento.
Accanto a «La storia dellarte» raccontata da Ernst H. Gombrich, opera classica, popolare e piaciona, vergata negli anni Cinquanta da questo studioso eminente dellultimo mezzo secolo, alle prese con una narrazione dellepopea dellarte dai graffiti rupestri alle avanguardia, non può mancare un testo forse più critico, come la «Breve ma veridica storia della pittura italiana», opera giovanile (concepita come compendio per gli studenti del liceo) di un monumento della critica nostrana come Roberto Longhi.
Il nume tutelare degli specialisti snocciola qui con tono ironico e confidenziale le linee guida necessarie per orientarsi nello studio e nella comprensione dei capolavori. Catalogando i registri di stile, dal linearismo alla plasticità alle cromie, con una zoomata sullarco temporale che và dal medioevo al Rinascimento, fornisce implicitamente suggerimenti di studio (e applicazione
) indispensabili.
Altrettanto denso, il saggio «Dietro limmagine, conversazioni sullarte di leggere larte» di Federico Zeri dove lo studioso, armato del suo leggendario occhio acuto, offre uno spaccato sui messaggi, i significati i modi espressivi dellopera.
Concepiti i capitoli come lezioni (trascrizione effettiva di quelle tenute alla Cattolica di Milano nell85), Zeri savventura nella lettura di opere capitali svelandone misteri, segreti, retroscena e lasciti importanti consegnati al futuro, altresì agli autori delle nuove generazioni.
A proposito di Novecento, gli scritti sulla pittura del Novecento di Giovanni Testori, raccolti sotto il titolo «La cenere e il volto», oltre ad «Arte e Vita, pagine di galleria (1941-1973)» di Francesco Arcangeli sono due repertori favolosi di storiografia moderna, firmati da due figure straordinarie e complesse della critica del XX secolo. Entrambi i volumi raccolgono i loro scritti usciti sui quotidiani o sulle riviste specialistiche in occasioni di mostre o rassegne. Un concentrato di giudizi fulminanti, riflessioni e approfondimenti sulle ricerche degli ultimi decenni, zeppo di opinioni lungimiranti. Immancabili nelle librerie degli addetti ai lavori e in quelle dei neofiti che accettino la sfida di uno studio più profondo.
Giusto per sdrammatizzare, suggerirei ancora «A caccia di farfalle» di Eugenio Riccomini ovvero manuale semplice e breve per guardare quadri e sculture senza complessi di inferiorità. Nella sua scrittura brillante lautore sembra ammiccare affettuosamente a un pubblico di esordienti, invitando tutti in unavventura meravigliosa nel mondo dei musei e della storia dellarte in generale, muovendosi liberamente fra epoche e pittori per comprenderne i meccanismi e le funzioni, con spirito, gusto, gioia e senza timori reverenziali.
Ultimo rimbalzo fra il serio e il faceto: da un lato un altro classico «Body art e storie simili. Il corpo come linguaggio» di Lea Vergine, manuale di guida alla scoperta dei linguaggi della contemporaneità con un taglio a metà fra estetica e sociologia; dallaltro linvenzione romanzesca e fantasiosa di Sergio Vanni «Classica, moderna, criminale», una storia dalle tinte fosche che, dietro il pretesto della narrazione gialla, fornisce un prontuario di interpretazione delle performance più estreme, avventurandosi negli inferi delle espressioni artistiche provocatorie e ai limiti della sopravvivenza, camuffate dietro linvenzione letteraria di una caccia al killer, autore-artista di delitti ispirati alle opere darte. Da paura!
P.S. voi però ispiratevi al Rinascimento