Quante volte ci siamo recati in un’edicola o fumetteria o anche in una libreria di varia e abbiamo acquistato un albo a fumetti?
Ovviamente le domande automatiche, quasi inconsce, che ci siamo posti saranno state:
Ci piacerà? La storia o i disegni soddisferanno le nostre aspettative?
Spesso le risposte di un lettore si semplificano in semplici Si o No e questo lo trovo lecito e giusto. Ma io non sono qui per disquisire sui gusti dei lettori né per dare valutazioni assolutiste.
Io mi trovo qui per provare ad andare oltre a quegli spiazzanti e incriticabili Si o No.
Per come mi conosco, penso di poter affermare di essere una persona con molti dubbi e che si pone molte domande.
Con i miei studenti
Ho scoperto, negli anni di esperienza in questo settore, che le risposte generano innumerevoli altre domande e questo può lasciarci spiazzati, a volte è meglio evitare di sapere per paura di rimanere impelagati nell’intrigo delle incongruenze.
Io comunque ho deciso di accettare tutto questo perché fa parte del mio lavoro e posso quindi affermare: Ebbene sì, sono un fumettista con tutti i pregi, difetti, dubbi e perplessità che ne conseguono.
Dopo questa affermazione da alcolisti anonimi da qui al futuro sarò più rilassato a rigettarvi addosso le domande che io stesso mi sono posto in merito al mio lavoro.
Facciamo quindi un passo indietro facendo sorgere la prima e inevitabile domanda:
Quante volte ci siamo recati in un’edicola o fumetteria o anche in una libreria di varia e abbiamo acquistato un albo a fumetti domandandoci cos’era quell’oggetto nelle nostre mani?
È una domanda assurda! Direte voi, tutti sanno cos’è un fumetto!
È una storia raccontata con dei disegni nei quali i personaggi parlano tramite del fumo che fuoriesce dalle loro bocche(anche se non fa freddo) e a volte degli inquietanti rettangoli di testo incombono sulle loro teste (ma loro non li vedono), per non parlare dei rumori che i personaggi sentono senza vedere e noi lettori vediamo senza sentire.
Oddio, detta così sembra realmente un’assurdità!
Siamo talmente assuefatti ai codici di questo linguaggio che ora non riusciamo più a vederli come tali.
In realtà il fumetto è la maniera più naturale per raccontare una storia e questo non lo dico io ma la storia dell’uomo stesso (ricordiamoci delle incisioni rupestri dei primi uomini delle caverne).
Il fumetto utilizza immagini e testo (in quanto simboli corrispondenti a suoni), stabilendo dei codici di facile interpretazione per rendere il tutto intelligibile.
Tutto il resto è semplice (e anche no) manifestazione culturale.
Premiazione al festival di Nimes 2006
Ho ricevuto il premio come “Nuveau talent” nel panorama del fumetto franco-belga.
“Ero emozionato come una Miss, infatti ho augurato la pace nel mondo.”
Spesso sentiamo parlare di Manga, di Comics, di Bande Dessinee anziché di Fumetto, non rendendoci conto che stiamo parlando della stessa cosa (l’evoluzione delle incisioni rupestri di cui sopra).
La differenza tra questi o quelli si trova solo nelle differenti situazioni socioculturali che li producono.
Un Manga è la voce di un fumettista che ha vissuto all’interno della cultura Giapponese, un Comics è frutto di quella Americana e così via.
Anche i formati d’edizione si differenziano: i Manga sono piccoli e composti da tante pagine, I BD francesi sono grandi e con la copertina rigida, e via dicendo.
Vi siete mai chiesti perché?
Non vorrei banalizzare la cosa con dei cliché, ma provate a stare al gioco e visualizzate nella vostra testa alcuni differenti e ipotetici lettori nel mondo.
Provate a ipotizzare quale possa essere il loro differente atteggiamento o approccio alla lettura di un fumetto. Ad esempio io personalmente mi immagino il giapponese che legge freneticamente il suo tankobon (o rivista malloppone) da una fermata di metropolitana all’altra.
Il francese me lo immagino seduto in poltrona nell’apposita saletta-bar della libreria mentre beve tranquillamente un bicchiere di vino.
L’italiano lo vedo leggere a letto prima di lasciarsi prendere dalle braccia di Morfeo, o nella sala d’aspetto del dentista (sperando che lo venga a visitare Morfeo il prima possibile).
Non vorrei fare di tutta l’erba un fascio ma l’innocente gioco appena fatto potrebbe in parte spiegarci il perché un formato editoriale possa essersi sviluppato intorno ad una tipologia di fumetto piuttosto che ad un’altra.
I manga sembrano fatti per essere letti velocemente, i comics americani mirano a galvanizzare e stupire, i BD sembrano aver bisogno di un’attenzione al pari di un libro.
Da sinistra: Michel Jans, Saverio Tenuta, Stefano Casini (autore bonelli),
Giuseppe Ricciardi(autore bonelli), Pasquale Frisenda(autore bonelli)
In basso Laura Zuccheri (autrice Bonelli)
È importante ora porsi realmente la domandona: Cos’è un fumetto?
Un fumetto è pura e semplice comunicazione e attraverso di esso possiamo avere spiragli di culture e società differenti (non a caso il fumetto è stato istituzionalizzato contemporaneamente alla nascita del cinema).
Se impariamo ad osservarlo nel modo giusto, un fumetto considerato “leggero” non comunica meno di un fumetto considerato “colto”.
L’unica grande problematica che si pone un fumettista è: Piacerà il mio fumetto miei lettori?
Per quanto stupidi, intelligenti, colti, ignoranti, di differente cultura o religione siano i suoi lettori, cercherà sempre e disperatamente di strappargli quel tanto anelato “SI”.
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Saverio Tenuta
Nasce a Roma il 14 maggio del 1969.
Durante gli studi lavora per qualche anno come grafico pubblicitario e incisore d’arte.
Nel 1992 si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma e nello stesso anno consegue il diploma di fumettista alla Scuola Internazionale di Comics a Roma.
Tenuta inizia a lavorare nel campo del fumetto realizzando storie brevi e copertine per diversi editori italiani:
Ed.Cierre (Arthur King), Ed.Universo (Intrepido), Ed.Tattilo (Playmen Comix), Ed.General Press (Il Corvo Presenta), Ed.RCS (2000 giorni al 2000), Ed.Phoenix (Laida Odius, Italia XXIII secolo ).
Per la casa editrice Phoenix escono due pubblicazioni rilevanti:
“Cold Graze - risvegli di ghiaccio” una grafic novel scritta da Otto Gabos e “Gli Incubi tecnologici di Saverio Tenuta” una raccolta di storie brevi.
Nel 1995 Saverio Tenuta, inizia a collaborare anche con alcune case editrici americane. L’esordio è con la Sirius per la quale realizza “Dolls”, un one-shot su testi di Lorenzo Bartoli.
Per la Event dipinge una copertina e alcune traiding-cards sul personaggio “Ash” di Quesada/Palmiotti e realizza alcune illustrazioni su “Conan” con la casa editrice SQP. Sempre per la Sirius, Saverio Tenuta crea i personaggi di una serie dal titolo “Tombstone Girls” di cui disegna una storia sulla rivista Crypts of Dawn. In Italia intanto dipinge i “Tarocchi Celtici” che usciranno con la casa editrice Scarabeo.
Grazie ad una serie di storie brevi dipinte:
(Human Contacts, Light, Smoke,Tamous, Lessons of Ethic, Six Seconds in Hell), Tenuta ha avuto una lunga collaborazione con la rivista Heavy-Metal che nel 2003 viene celebrata dall’uscita di uno speciale monografico di 80 pagine con la storia a fumetti “Morrigan” e un art-book dal titolo “Elegia”.
Un’altra importante collaborazione è con la
DC Comics
su “JLA: riddle of the beast” attraverso una serie di tavole dipinte nella sezione di Batman.
Nel 2004 Tenuta inizia anche a collaborare con la casa editrice Les Homanoïdes Associés in Francia. Esce quindi nel 2006 il primo libro della sua serie fantasy ambientata nel Giappone feudale dal titolo “La Légende des Nuées Écarlates”.
Nel 2007, in Giappone viene pubblicata la storia breve “Carpe Diem” sulla rivista Mandala della casa editrice Kodansha(JP)
Dal 1993 Saverio Tenuta insegna regolarmente tecniche di disegno e Fumetto presso la "Scuola Internazionale di Comics" a Roma.