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L’anno della Guggenheim
12/01/2010Caratteri piccoliCaratteri grandi
L’anno della Guggenheim
Alessandro SistiAlessandro Sisti

A Venezia, la lunga teoria d’edifici monumentali che orlano le rive del Canal Grande, poco prima di San Marco si spezza in un vuoto imprevisto: è Ca’ Venier dei Leoni, la cui facciata in pietra d’Istria non è meno preziosa di quelle delle vicine dimore patrizie, ma della quale – per le alterne fortune storiche – esiste solamente il primo piano.
Un palazzo incompiuto, che nello scenario fastoso delle architetture veneziane colpisce proprio per la sua incompletezza, residenza ideale per Peggy Guggenheim, probabilmente la maggiore mecenate delle arti del secolo scorso.

Erede d’una delle più ricche famiglie americane, ancora solo ventenne Peggy scopre il proprio interesse per l’arte e la cultura, frequentando dapprima gli ambienti intellettuali di New York e quindi trasferendosi in Europa, dove soggiorna fino al 1941. Nel vecchio continente conosce, incoraggia e ispira gli artisti destinati a diventare i Maestri del periodo, da Duchamp a Cocteau, a Kandinskij, Mondrian e Dalì, aprendo una galleria a Londra e addirittura proponendosi di fondarvi un museo. Il progetto viene interrotto dall’avanzare della Seconda Guerra Mondiale, che la obbliga a rientrare in patria, però già nel ’48 Peggy Guggenheim torna in Europa e si stabilisce a Ca’ Venier dei Leoni, collocandovi la sua raccolta che nel frattempo s’è arricchita dei capolavori di Jackson Pollock, Robert Motherwell e Mark Rothko – da lei scoperti e lanciati – e naturalmente di Max Ernst, con cui è stata sposata.

A Venezia Peggy è protagonista e organizza mostre con il museo Correr, come pure a Firenze e a Milano, ad Amsterdam e a Bruxelles, Zurigo e Stoccolma. In più, ogni estate fino al 1979 (quando muore all’età di 81 anni), apre le porte delle proprie collezioni al pubblico. Nel 1980 il palazzo e il suo contenuto di tesori artistici passano alla Fondazione Solomon R. Guggenheim, che gestisce anche il Museo Guggenheim di New York e quelli di Bilbao, Berlino e Las Vegas. Sul filo della continuità con l’eredità di Peggy, la Guggenheim di Venezia allestisce mostre temporanee ed espande le aree espositive permanenti, che ora ospitano anche la Collezione Gianni Mattioli, comprendente opere di Carrà, Boccioni, Balla e Morandi, e una pregiata raccolta di arte etnica. Un’attività che con il 2010 compie i trent’anni, che verranno celebrati da un calendario d’eventi e manifestazioni dando un seguito attivo all’opera di Peggy Guggenheim, senza la quale l’arte del XX Secolo sarebbe stata diversa.

Collezione Peggy Guggenheim

www.guggenheim-venice.it


Dorsoduro 704 – Venezia
Orario 10-18 (chiuso il martedì)

 
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Commenti: sono stati inseriti 1 commenti
28/01/2010 12:31 | Roby
A proposito di Peggy Guggenheim, sarà inaugurata il 20 febbraio presso Arca – Chiesa di San Marco a Vercelli, la mostra dedicata a Peggy e Solomon R. Guggenheim, le avanguardie dell’astrazione. La mostra presenta per la prima volta al pubblico europeo il tema dell’astrazione attraverso il dialogo tra zio e nipote, in un percorso che, nello scambio e implementazione delle due collezioni, conferma l’importanza di Solomon e Peggy quali figure portanti della storia dell’arte del XX secolo. www.guggenheimvercelli.it
 
 

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